Un buon esempio di architettura contemporanea: il MAXXI

DiAriana

Un buon esempio di architettura contemporanea: il MAXXI

Per fare un esempio pratico di architettura contemporanea ottimamente eseguita e ben “compresa” nello spazio che abita, vogliamo prendere in considerazione un caso emblematico, quello del Museo MAXXI di Roma, disegnato dalla compianta Zaha Hadid. La grande architetta britannica (di origine irachena) ha firmato decine di edifici famosi, ma per gli italiani pochi sono rilevanti come questa struttura nel quartiere Flaminio dedicata alle arti del XXI secolo.

Galeotta fu la linguina

Il MAXXI ha preso posto su un’area che fino a pochi decenni fa ospitava una grande caserma: e in effetti alcuni degli edifici sono stati preservati, un’idea intelligente per ospitare servizi accessori come ristoranti e uffici del museo.

Nella parte che è stata demolita si trova il corpo principale del MAXXI, caratterizzato da un aspetto indefinito come una creatura viva franata sulla città. I “vicini di casa” del quartiere hanno borbottato a lungo per questa novità così radicale, in forte discontinuità con le architetture preesistenti, ma c’è da dire che il quartiere Flaminio presenta già di per sé edifici appartenenti a periodi diversi e in contrasto fra loro. C’è l’ex Villaggio Olimpico del 1960 e ci sono le villette della Piccola Londra che risalgono addirittura al primo Piano Regolatore approvato dal sindaco Ernesto Nathan, sino ad arrivare all’edilizia abitativa degli anni 70. Perché, dunque, lamentarsi solo di questa “stranezza”?

Per disegnare il MAXXI, Zaha Hadid si è lasciata ispirare da un piatto di linguine al nero di seppia: si può fare dell’ironia su questo guizzo creativo, ma il risultato è esattamente quello che un museo dovrebbe essere. Le curve e i livelli che si sovrappongono predispongono all’esplorazione e portano il visitatore a curiosare qua e là, scendendo e salendo per le scale, trovandosi a girare angoli nascosti come in un’opera di Escher, trovandosi davanti a opere che sorprendono non solo per la bellezza ma anche per la loro collocazione.

Il tutto è riempito dalla generosa luce della Capitale, che aiuta a trattenersi di più in questi ambienti, molto frequentati anche da studenti alla ricerca di spazi dove prepararsi per esami e lezioni. Così la piazza davanti al museo è diventata un luogo di gioco per bambini e di incontri per i grandi. Cosa volere di più da un unico edificio?

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